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Michele Cervellin: “Lupo, in Toscana paghi TU!"

Cervellin- Il campione della MX2 vuole il quarto titolo consecutivo e rinnova la scommessa con l’amico: “Rifaremo la sfida della cena pagata, punto su Montevarchi e Ponte a Egola” -
© FXAction

Michele Cervellin si prepara alla sua ultima stagione in MX2.

Il 23enne vicentino delle Fiamme Oro è ancora in forza al team SM Action e parte deciso a confermarsi campione italiano per la quarta volta consecutiva, prima di lasciare la classe minore per raggiunti limiti d’età.

Come sta andando la preparazione invernale?

“Finora tutto bene. Le stagioni sono sempre più lunghe e difficili, per cui bisogna cercare di entrare in forma gradualmente. È importantissimo non esagerare all’inizio, perché poi si rischia di non essere al top nei prossimi mesi, cioè quando conta di più”.

Quest’anno, senza Bernardini e Furlotti, ti manca un po’ di concorrenza nell’italiano MX2. Credi che sarà più facile vincere il titolo?

“Vincere non è mai facile. È vero, perdo due avversari importanti: Samuele ha fatto poche gare, ma è sempre andato forte, e Simone l’anno scorso mi ha conteso il titolo fino all’ultimo. Ma al posto loro arrivano dei giovani che già in questa prima parte di stagione hanno dimostrato di essere velocissimi. Penso al mio compagno di squadra Renaux, a Guadagnini, Forato e altri”.

L’anno scorso tu e Lupino avevate fatto una scommessa su chi vinceva più manche della Supercampione. Come funzionava?

“Siamo amici e compagni nelle Fiamme Oro, quindi è stata una cosa molto scherzosa. Era cominciato tutto dopo la mia vittoria di Ponte a Egola: lui aveva rosicato (ovviamente in maniera bonaria) e da lì era scattata la sfida. Il premio per chi vinceva era una cena pagata dall’altro”.

Quest’anno la rifarete?

“Certo, devo riscattarmi! L’anno scorso ha vinto sempre lui, mi tocca invertire un po’ la rotta! Io con la 250 parto svantaggiato, ma spero di riuscire a batterlo qualche volta”.

Dove pensi di poterlo sconfiggere?

“In calendario ci sono due piste che mi evocano bei ricordi: Ponte a Egola, dove ho fatto tripletta nel 2018, e Montevarchi, dove ho sempre corso belle gare. Spero di farmi valere lì”.

Quindi Lupino è avvertito: la Toscana è terra di Cervellin!

“Diciamo che mi piacerebbe mangiare una bella fiorentina pagata da Alessandro (ride, ndr)”.

Mattia Guadagnini "Faccio il Prestige col 250 2 tempi

matteoguadagnini- Il giovane talento veneto correrà tutto l’italiano e il Supermarecross di Rosolina con la Husqvarna del team Maddii Racing -

Mattia Guadagnini sembra piovuto dal cielo per scombussolare l’ordine delle cose.
Il giovanissimo veneto, classe 2002, sta facendo sognare gli appassionati italiani grazie a prestazioni sempre più convincenti. E la cosa che emoziona ancora di più, soprattutto i nostalgici, è che lo sta facendo in sella a moto due tempi.

Faccia da bravo ragazzo e fisico robusto, Mattia fa parte dei Talenti azzurri Fmi e disputerà tutto il campionato italiano Prestige 2019 nella classe MX2, con una Husqvarna 250 due tempi del team Maddii Racing.
“Oltre a questo – aggiunge Guadagnini – correrò l’europeo 125 e gli Internazionali d’Italia con la 250”.

Questa 250 ti piace proprio tanto…
“Sì, è una moto pazzesca. Mi piace tantissimo”.

Com’è nata la scelta di correrci?
“L’abbiamo deciso insieme a Corrado e Marco Maddii. Tutto nasce dall’esigenza di correre l’europeo con la 125 e l’italiano in MX2. Rimbalzare tra la 125 e la 250 quattro tempi da una domenica all'altra sarebbe impossibile, perché sono moto troppo diverse. La 250 due tempi è il compromesso che mi permette di coprire al meglio il mio programma di gare”.

Lo sai che, con queste prestazioni, rischi di mettere in crisi l’intero mercato del motocross?
“Lo spero, ci sarebbe da ridere! Battute a parte, sarebbe bello per davvero: significherebbe che sarei andato forte”.

Ti vedremo anche al Supermarecross?
“Salvo contrattempi, penso di fare la gara di Rosolina. Correre sulla sabbia è sempre utile per crescere. Speriamo solo che faccia un po’ meno freddo dell’anno scorso…”.

©FXAction

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Maxime Renaux, il francese nel bel paese

Maxime Renaux- Il pilota del team SM Action sarà al via dell’italiano Prestige: “Le piste che non conosco le studio su Youtube” -

@FXAction

Tra i sicuri protagonisti del Prestige ci sarà anche un francese.

Maxime Renaux, 19enne di Sedan, è uno dei pupilli della Yamaha. Da due stagioni è affidato alle cure del team SM Action e nel 2019 lo vedremo spesso sulle nostre piste, perché, oltre al mondiale, farà anche le gare del campionato italiano.

Renaux avrà come compagno di team il campione in carica, Michele Cervellin. Ma non sembra troppo preoccupato da una presenza così ingombrante sotto la sua stessa tenda.

“So che Michele è il campione in carica – commenta – e sicuramente sarà difficile arrivargli davanti. Però io parto per vincere tutte le gare a cui partecipo, non ho mai obiettivi diversi”.

Farai tutto il campionato italiano?

“L’intenzione è quella di fare tutte le gare, ma la stagione mondiale è lunghissima e quindi valuteremo la situazione nel corso dell’anno”.

Ti sei fatto un’idea del livello degli avversari che troverai?

“Sì. Chiaramente conosco Michele, e oltre a lui anche i piloti che ho avuto come avversari alle gare di campionato europeo. In più mi è capitato di incrociare qualcuno in pista durante gli allenamenti. Credo che ci sia un buon livello in questo campionato”.

Come ti stai trovando in Italia?

“Molto bene, il team è ottimo e c’è un bel feeling. Il mio allenatore è francese e io, quando ho un po’ di tempo libero, torno a casa per salutare la mia famiglia. Però la maggior parte del tempo la passo qui in Italia con gli italiani e devo dire che sto bene con tutti”.

Conosci le piste su cui si correrà quest’anno il campionato italiano?

“Non tutte. Savignano naturalmente sì, visto che è la pista del team. E poi anche Castel San Pietro, che è abbastanza vicina. Però altre, come per esempio Cingoli e Montevarchi, non le ho mai viste e sono curioso di correrci. Cercherò di farci un allenamento prima delle gare, altrimenti mi guarderò qualche video su Youtube… Di solito faccio così”.

Ci sono differenze tra le piste francesi e quelle italiane?

“Più o meno sono simili. Nel nord della Francia abbiamo molte piste sabbiose, perché c’è il mare, ma ho visto che anche in Italia c’è Rosolina che ha una bella sabbia, quindi direi che siamo pari”.

Samuele Bernardini "Riparto da zero"

bernardini- L’aretino debutta in 450 con la Yamaha del team Ghidinelli e promette: “Dimostrerò che il campionato italiano per me è importante” –

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Da quando vinse una manche nel gran premio d’Indonesia di due anni fa, Samuele Bernardini sembra incappato in una maledizione, bersagliato continuamente da infortuni e problemi di ogni genere.
Per il pilota aretino il 2019 sarà un anno cruciale. Debutterà in 450, la classe dei più forti, e lo farà in sella alla Yamaha del team Ghidinelli.

Con quali motivazioni? Lo spiega lui.
“Diciamo che quest’anno riparto da zero. Team nuovo, moto nuova, categoria nuova. Sarà dura, in MX1 ci sono tutti i big, ma io ho tanta voglia di mettermi in gioco. Soprattutto nell’italiano, anche per mettere a tacere un po’ di voci”.

Quali voci?
“Quelle secondo cui io non correvo l’italiano perché lo snobbavo. Non era vero e quest’anno voglio dimostrarlo. Ci tengo davvero tanto a fare bene nel Prestige: è un campionato valido, il livello è cresciuto molto negli ultimi anni”.

Vorresti giocarti il titolo della MX1 con Lupino?
“Sicuramente mi piacerebbe dargli fastidio, poi vediamo come va. Ci sono 6 gare e 12 manche, bisogna fare il meglio possibile in tutte le piste”.

A proposito di piste, quali sono quelle su cui andrai all’attacco?
“Nel calendario del Prestige quest’anno c’è Montevarchi, che è una pista su cui sono cresciuto e dove sono andato sempre bene. È una delle mie preferite, insieme a Città di Castello”.

Come ti trovi con questa 450?
“All’inizio ho avuto un po’ di difficoltà, perché la mia non è una guida pulita e quindi, con tanti cavalli da gestire, mi stancavo presto. Adesso sto iniziando a capire la tecnica giusta e va meglio. Devo solo imparare a controllarmi: nei primi giri vorrei sempre fare sfracelli, ma poi la gara dura mezz’ora e non è facile tenere il ritmo”.

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